L'idea di porre particolare attenzione alle spinte innovative in ambito tecnologico e ad affiancare e integrare tra loro le idee più futuristiche emergenti sul continente non è nuova per l'UE. Il programma European FET Research nasce nel lontano 1989, con l'esplicito obiettivo di "rafforzare e rilanciare competitività e innovazione sul lungo termine", oggi aggiornato con la postilla "per superare in prospettiva la crisi economica globale". In ventidue anni il budget a disposizione di questo programma è arrivato a ben 100 milioni di euro l'anno.
Alcune delle parole chiave del progetto FET dell'Unione Europea, visualizzate con wordle.net. |
I progetti finanziati nell'ambito del programma prendono il nome di FET Flagship e devono avere caratteristiche ben precise: gli obiettivi devono essere chiari, anche se futuristici, e avere in prospettiva un forte impatto a livello europeo. Devono tener conto degli eventuali competitors e puntare moltissimo sull'integrazione e sulle partnerships. Devono essere fondamentalmente multidisciplinari e curare molto gli aspetti metodologici. Sono individuate inoltre sei linee di ricerca privilegiate:
- tecnologie di computazione quantistica;
- sistemi complessi;
- robotica;
- biomimesi;
- opto-elettronica;
- ICT sostenibile.
La prima edizione della manifestazione, fet09, ha sostanzialmente presentato il programma, mentre questa fet11 finanzia concretamente i primi sei progetti pilota con 100 milioni un miliardo di euro in dieci anni. Ben tre di essi sono a partecipazione italiana, presentati da ricercatori dell'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), dell'Italian University NanoElectronics Team (IUNET) e dell'Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione (ISTC).
Eccoli in sintesi:
Eccoli in sintesi:
- Guardian Angels for a Smarter Life: Fundamental scientific challenges and limits for energy harvesting (Enrico Sangiorgi, IUNET);
- Robocom - The Dream of Robot Companions for Citizens (Paolo Dario, IIT);
- The FuturICT Knowledge Accelerator: Creating Socially Interactive Information Technologies for a Sustainable Future (Rosaria Conte, ISTC);
- ITFoM - IT Future of Medicine (Hans Lehrach, Max Planck Institute for Molecular Genetics);
- Graphene - Driven Revolutions in ICT and Beyond (Jari Kinaret, Chalmers University, Sweden);
- The Human Brain Project (Henry Markram, EPFL, Switzerland).
La tre giorni non si limita però a questi sei progetti, ma prevede un'ottantina di eventi tra sessioni tematiche, tavole rotonde, seminari, poster, caffè scientifici, spettacoli di danza e musica (dal centro di ricerca Casa Paganini - InfoMUS dell'Università di Genova).
Da stasera sarò a Budapest per seguire la manifestazione e ci sarà occasione per approfondire molti aspetti di questa iniziativa europea e raccontare da vicino la frontiera della scienza e della tecnologia. Qui di seguito, intanto, alcune risorse per approfondire.
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