Poco fa mi sono allungato sul divano in attesa del caffè e ho preso distrattamente un libro dalla libreria del marito di mia cognata: "
L'agricoltura nella Storia: origini, preistoria, tempo antico" di Rosa Critelli, Ursini Edizioni (2006). Scorro l'indice e mi incuriosisce il fatto che inizi con la nascita dell'Universo. Mi stupisce ancor di più il fatto che il capitolo "Origini" abbia delle sezioni ordinate in questo modo: "Il Sole", "L'Universo", "La Terra". Una veloce lettura dell'introduzione mi chiarisce la natura e lo scopo del libro: si tratta di un'iniziativa della Confederazione Italiana Agricoltori della Calabria rivolta agli studenti delle scuole elementari.
"Iniziativa lodevole", penso io, e mentre la macchinetta borbotta leggo le prime righe del capitolo sulle "Origini"... argh! Ecco come è tratteggiata la nascita dell'Universo, il famoso Big Bang:
I cosmologi ritengono che l'Universo sia nato, circa quindici miliardi di anni fa da una grande esplosione, il "BIG BANG", partita da un punto piccolo, caldo e denso. Era una nebulosa che, giunta all'esaurimento del suo combustibile nucleare, esplose.
Sigh! D'accordo che spiegare il Big Bang a un bimbo delle elementari non è banale, ma confondere in tre righe il meccanismo di formazione dell'universo, delle stelle e delle supernovae...
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L'agricoltura nella Storia, Ursini Edizioni (2006), pag. 20. |
E il fatto che nell'indice il Sole nasca prima dell'Universo? Beh, si capisce che è un problema di nomi: sostituendo
Universo con
Sistema Solare le cose vanno grosso modo a posto. Alla faccia dell'eliocentrismo!
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L'agricoltura nella Storia, Ursini Edizioni (2006), pag. 21. |
La storia, anzi, la Storia, va avanti, ma vi risparmio la pagina dedicata alla nascita della vita... l'ultima mia perplessità è il fatto di dare tranquillamente per scontato il concetto di
atomo: "[...] la reazione tra le sostanze chimiche ne provocò l'origine di altre più complesse, gli aminoacidi, ognuno composto da una trentina di atomi". Mentre non mi ha stupito affatto (sic!) l'evidente e totale assenza di un correttore di bozze: non c'è un paragrafo (come anche le mie citazioni mostrano) che non abbia gravi errori di italiano o tipografici. Forza che i comunicatori della scienza ci sono, usateli!
:o quante info
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