Blog momentaneamente fermo, riprenderò le pubblicazioni quando la mia vita sarà meno frenetica... :D

sabato 30 aprile 2011

Scienza e media in un vortice di vuoto

Camice bianco, mascherina sul viso, verdi guanti asettici. La luce fredda della lampada al neon si riflette sulle superfici lucide del metallo, un leggero lenzuolo cela quasi completamente la figura distesa sul lettino. Si muove appena, l'unico indizio di vita è un rantolo lento e prolungato. Il medico legale si avvicina, scopre un braccio pallido rigato di sottili venature bluastre, prende il polso tra le mani e lancia un'occhiata allo schermo. Un trattino verde e stanco si agita sullo sfondo scuro, quasi sul punto di adagiarsi sullo zero. Un sussulto, poi un altro. Un fischio acuto spezza il silenzio. Un sospiro scuote il petto del dottore, che poggia con delicatezza una mano sulle palpebre del cadavere. Guarda in alto, verso l'orologio a muro: "Il blog è morto. Ora del decesso...".

Dopo 14 anni dalla sua nascita il dibattito sulla morte dei blog, già avvenuta o imminente, ogni tanto si riprende e infuria... sui blog stessi, naturalmente. I distinguo si sprecano: muore il blog come concetto o solo come strumento? Se muore il blog, che fine fa il blogging? E i blogger? E io, da appassionato di cinema horror, aggiungo: "e anche se fosse, chi ha detto che tutto finisce con la morte?". Romero docet e così ho deciso di buttarmi anch'io in questo nebuloso mondo della blogosfera, forte della convinzione che pure la vita da zombie, eventualmente, non sarebbe poi troppo male.

Uno zombie avvistato a Trieste
durante l'ultima edizione di
Science+Fiction.
Ma su circa 156 milioni di blog pubblici in attività nel mondo, quale grimaldello usare per attirare l'attenzione di due o tre naviganti curiosi? Se lo sapessi sarei già ricco, ma senza troppe riflessioni direi che posso parlare solo di ciò che conosco. Nasco fisico, mi diletto di programmazione, sono un fan di tutto ciò che è open, ogni tanto scrivo qualche storia folle, fotografo a più non posso... e sono entrato da poco nel ribollente mondo del giornalismo e della comunicazione della scienza, con tutta l'intenzione di rimanerci. Ciò che mi diverte di più è notare tutte quelle piccole cose, quegli eventi insignificanti solo all'apparenza, quelle frasi spesso buttate nel calderone della comunicazione globale, tutto ciò che al momento ha dimensioni e peso minimi, ma che può suggerire domande profonde e riflettere strutture e dinamiche molto più vaste. Tengo molto all'accuratezza e alla fruibilità dei contenuti e mi capita di inventare mash-up e script, prevalentemente web-based, con cui gestire questo "caos creativo" che è Internet. Di questo, quindi, parlerò prevalentemente in questo vortice di vuoto... fino allo scoccare di un'eventuale ora del decesso.
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